Reportage

Tarnawka

Nel sud est della Polonia, quasi a confine con l’Ucraina e nella provincia di Lublino si trova Tarnawka, un piccolo villaggio di contadini stabilizzati lungo le principali arterie stradali.
Qui vive, ormai da molti anni, solitaria, Krystyna. Nella stessa casa che si era costruita con suo marito negli anni cinquanta del novecento, al fianco di una piccola casa con il tetto di paglia dei suoi genitori, non più esistente, ma presente nel ricordo e nelle vecchie foto in bianco e nero conservate gelosamente nei cassetti del soggiorno.
Il marito di Krystyna, grande contadino, è mancato all’inzio del nuovo millennio, mentre le sue due figlie hanno trovato fortuna altrove, lei invece non ha mai voluto lasciare quella casa.
Gli anni passano insieme ai rigidi inverni polacchi e Krystyna da sola non può più gestire la stalla, una volta piena di animali ora piena soltanto di un silenzio desolante.
Inizia così un lento declino della fattoria, la casa però resta viva con ogni dettaglio del passaggio di un duro regime comunista al suo interno.
La perestrojka ed un nuovo vento di cambiamento liberale, migliorarono le condizioni di vita di Krystyna, ottenendo compensi più meritati per il suo duro lavoro nei campi e nell’allevamento di bestiame.
In un paese ora democratico è sopraggiunta la vecchiaia, una gamba rotta la porterà ad allontanarsi da quella casa per diversi mesi, ma la sua vita è lì e non potrebbe essere altrove.

Vivere in questo posto significa reintepretare tutti i principali comfort della vita moderna che conosciamo.
I servizi igenici restano rigorosamente esterni alla casa, e si usa l’acqua versata in una piccola vasca circolare di plastica per lavarsi, non esiste una doccia o una vasca idromassaggio.
La stufa a carbone è il cuore vitale della casa, diffonde calore, permette di cucinare e di asciugare i propri vestiti (dopo un lavaggio rigorosamente a mano) quando nei mesi più freddi le temperature scendono a quindici gradi sotto lo zero e un metro di neve avvolge la casa.

Con dolori sempre più lancinanti, ignara del cancro che cresceva in lei, continuava a vivere la quotidianità rurale in compagnia del suo vecchio gatto, nonostante le ripetute offerte di ospitalità nella vicina città di Lublino a casa di una delle due figlie.
Si spense in un letto d’ospedale nei primi freddi giorni del duemilaventi, lontana dalla sua Tarnawka dove oggi è sepolta al fianco di suo marito nel piccolo cimitero del paese.
Fu sua esplicita volontà che il carro, prima di portarla al cimitero di Tarnawka, facesse un ultimo giro sul piazzale principale della fattoria, un ultimo saluto, segno di un profondo legame con la sua terra e quella casa.

a Krystyna Satowska
30 Marzo 1931 – 03 Gennaio 2020

Un particolare ringraziamento a:
Hanka Anna Szatowska, Angelo Luigi Pignatiello, Andrzej Wrona, Cecilia Szatowska e Giulia Porciani, per il supporto in questo lavoro.
Cristiano Morbidelli, Foto e Video Mecarini e Danilo Grazini PhotoSì per avermi dato le possibilità e le capacità di realizzarlo.

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